Le domande ai candidati

  1. In questi anni si sono intensificati fenomeni estremi collegati al cambiamento climatico in atto, anche nella nostra regione. Sia la costa che l’entroterra hanno subito alluvioni, mareggiate, trombe d’aria, frane. Eppure se la Liguria, con il suo forte potenziale solare, eolico, idroelettrico, investisse maggiormente su queste fonti, potrebbe dare un significativo contributo alla diminuzione delle emissioni dei gas clima-alteranti. Invece risulta ultima per diffusione delle rinnovabili nelle regioni italiane.
    Quali politiche energetiche, progetti e azioni metterà in campo come Presidente regionale?

  2. Lo sviluppo dei sistemi portuali commerciali e turistici, rappresenta un’importante vocazione territoriale fortemente collegato alle nostre città e ai borghi marinari. I porti coesistono con la vita dei cittadini che vivono affacciati sulle banchine, con la presenza di aree marine protette come il Santuario dei Mammiferi marini Pelagos. È necessario per questo individuare quali potrebbero essere le giuste possibilità di crescita di questi spazi.
    Quanti container, quante merci e quante persone, tra crociere e navi passeggeri, possono movimentare i nostri porti e come rendere la coesistenza coi cittadini residenti salubre e non impattante?

  3. Riteniamo la rete sentieristica ligure, con i suoi parchi regionali e nazionali, le aree marine protette, le zps, i sic, i parchi storici, vere e proprie infrastrutture, spina dorsale di un territorio che non solo conserva beni paesaggistici e culturali ma luoghi dove è affermata una cultura materiale e rurale da valorizzare. A questi si collega la ricchezza in biodiversità, dove gli equilibri e la coevoluzione delle specie deve continuare ad essere affermata e difesa.
    Quale approccio proporrà per la tutela di queste aree e come riterrà di impegnarsi per favorire la creazione del Parco Nazionale di Portofino, del Parco interregionale nazionale di Monte Marcello Magra-Vara, del Parco regionale del finalese?

  4. Il “modello Genova” ha portato alla ricostruzione del Ponte Morandi grazie ad una emergenza che ha consentito di non applicare le normali procedure. Il dibattito di questi mesi è concentrato sulla promozione del “modello Genova” trasformandolo in procedura ordinaria per la gestione della costruzione di diverse opere infrastrutturali. Per eliminare la “burocrazia” viene immaginata la possibilità di sospendere il codice degli appalti, le gare europee, i controlli paesaggistici ed eliminare i certificati antimafia.
    Qual è il suo pensiero su questa prospettiva?

  5. Qual è la sua strategia per incentivare il recupero delle aree dismesse in un'ottica di riduzione del consumo di suolo

  6. Ritiene più utile aumentare gli investimenti diretti sulla sanità pubblica oppure offrire finanziamenti/bandi regionali per favorire lo sviluppo di centri privati? 

  7. Il lockdown ha visto crescere la sensibilità da parte delle amministrazioni verso la mobilità dolce, per favorire pedoni e ciclisti.
    Quali proposte concrete e di immediata fattibilità metterà in campo per concretizzarle in tutta la regione?