Le risposte di Ferruccio Sansa

  1. Quali politiche energetiche, progetti e azioni metterà in campo come Presidente regionale?
    Si dovrà procedere ad incentivare ogni azienda che rinunci alle fonti fossili e si converta ad energia pulita. Incentivare l’autoproduzione da parte di cittadini utilizzando le moderne tecnologie.
    Creare un tavolo di concertazione con le aziende che vogliono cambiare il loro modello di sviluppo a cominciare da Enel sulla centrale della Spezia che deve trasformarsi da centrale a carbone ad un polo di studio, ricerca, sperimentazione e produzione per le energie rinnovabili.

  2. Quanti container, quante merci e quante persone, tra crociere e navi passeggeri, possono movimentare i nostri porti e come rendere la coesistenza coi cittadini residenti salubre e non impattante?
    Il tema portuale commerciale deve essere reso meno impattante per le nostre città dall’elettrificazione dei nostri porti. Dal punto di vista della crescita, la stessa deve passare attraverso una riduzione delle polveri sottili e una razionalizzazione degli spazi utilizzati dai nostri porti. Il sistema porto da molto alle città liguri, ma le stesse sacrificano molto per la convivenza con il porto. È necessario un modello che sostituisca la vecchia concezione di infrastrutture al servizio dei terminal per smistare le merci il più rapidamente possibile fuori dalla nostra regione, ad un sistema misto che concilii l’utilizzo dei retroporti dell’alessandrino e di Parma con una idea di district park che possa portare occupazione e servizi nelle aree industriali non utilizzate di Genova e della Spezia. Solo dopo la realizzazione di questo modello, meno inquinante, meno avido di risorse e di spazio, si potrà determinare il limite dello sviluppo sostenibile del sistema porti commerciali liguri e dell'alta Toscana e dei retroporti piemontesi ed emiliani, che devono essere visti tramite accordi regionali, come un'unica entità di porto diffuso che possa essere competitivo nella concorrenza internazionale con i grandi porti del Nord Europa e dei sistema portuali mediterranei spagnoli e francesi. Per ciò che riguarda le crociere e le navi passeggeri, occorre riequilibrare gli eccessivi numeri che adesso sono sulla costa, con una capacità ricettiva che l’entroterra non sta sfruttando per la mancanza di una programmazione politica dell'utilizzo dei FESR, che potrebbe avere nuovo impulso con l'utilizzo del recovery fund con la capacità attrattiva, anche per gli investimenti privati, qualora la programmazione regionale di distribuzione dei fondi sia destinata a sfruttare settori produttivi come l'agricoltura, l'ospitalità diffusa, la silvicoltura, il cicloturismo etc. Cambiare passo rispetto all'attuale modello in cui, al netto del Covid, centinaia di migliaia di persone si riversano dalle crociere sulle nostre coste di maggior pregio, a partire dalle 5 terre o sugli outlet commerciali, alcuni dei quali anche fuori regione.
    Andare verso un modello di “turismo dolce” che riserva ai nostri borghi delle visite contingentate di croceristi per far godere maggiormente l'esperienza di vivere la quotidianità di un borgo ligure.

  3. Quale approccio proporrà per la tutela di queste aree e come riterrà di impegnarsi per favorire la creazione del Parco Nazionale di Portofino, del Parco interregionale nazionale di Monte Marcello Magra-Vara, del Parco regionale del finalese?
    La creazione del parco nazionale di Portofino, con riparametrazione (deve diventare più vasto per poter accedere a misure congrue di finanziamento), deve essere contrattata con il Ministero dell'ambiente, occorre un processo partecipativo con le comunità e gli enti locali delle aree di espansione individuate da ISPRA. Sono favorevole alla creazione e mi impegnerò in prima persona per recuperare il tempo perso dal centrodestra che non ha voluto aprire un ampio confronto e finalizzare la creazione del parco. Per ciò che riguarda il parco di monteMarcello Magra, vedo il passaggio interregionale, che mi impegnerò a fare con la nuova giunta Toscana, come una tappa intermedia verso la costruzione di un parco nazionale del bacino della Magra e delle Alpi Apuane. Per ciò che concerne il parco regionale del Finalese le responsabilità non hanno colore politico e risalgono a decenni, per fortuna non è andato a buon fine il tentativo di cancellazione definitiva della scorsa legislatura, ma ora è necessaria una accelerazione vera, che passa attraverso una riprogettazione del modello di parco per inquadrare nel sistema dei parchi liguri fenomeni nuovi come quelli ciclosportivi che trovano nel finalese la punta di maggior espressione.
    Se parliamo di parchi, tra l'altro, il ragionamento interregionale potrebbe essere applicato anche sul parco dell’Antola con le aree tutelate dell’appennino piemontese.

  4. Qual è il suo pensiero sulla prospettiva del Modello Genova?
    il cosiddetto modello Genova è in netto contrasto con la mia visione. Non si può abdicare alla legalità per la politica del “fare”. Si può fare molto, tutto e soprattutto meglio nella legalità e con l'aiuto di procedure che garantiscano tutti gli attori.
    Bandi di gara, codice degli appalti, controlli paesaggistici e certificati antimafia sono necessari. Definirli lacci e lacciuoli denota una preoccupante disattenzione nei confronti dei danni che la mancanza di norme potrebbe creare. Non dimentico che purtroppo anche la Liguria ha dimostrato permeabilità ad infiltrazioni mafiose e quindi, a maggior ragione, tutte le norme sopracitate devono essere conservate e aggiornate costantemente, nell'interesse dei lavoratori e degli imprenditori che seguono percorsi virtuosi.

  5. Qual è la sua strategia per incentivare il recupero delle aree dismesse in un'ottica di riduzione del consumo di suolo?
    Il cardine fondamentale della mia candidatura è zero consumo suolo, per cui il cemento che dobbiamo utilizzare deve essere quello delle ristrutturazioni conservative del nostro patrimonio abitativo e della riqualificazione delle nostre aree produttive e commerciali. Riapriremo seriamente un ufficio a Bruxelles allo scopo di creare le opportunità concrete in relazione con gli uffici di progettazione regionali, alla cui competenza, che dobbiamo comunque implementare, in questi anni non ha corrisposto la capacità di spendere denaro.
    Bisogna individuare le aree utilizzando l’iter in corso di approvazione del piano paesaggistico e del PTR e censirne l’entità.
    Solo dopo un corretto monitoraggio si potrà procedere ad individuare le misure necessarie per dare gambe allo sviluppo economico, alle esigenze di altri insediamenti e agli usi sociali quali centri di aggregazione e cohousing.

  6. Ritiene più utile aumentare gli investimenti diretti sulla sanità pubblica oppure offrire finanziamenti/bandi regionali per favorire lo sviluppo di centri privati? 
    Ritengo più utile investire sulla sanità pubblica, come l’emergenza Covid ha dimostrato solo una sanità pubblica efficiente può garantire un servizio per tutti, non pensò solo agli ospedali, ma anche alle case per la salute che possono garantire un modello delocalizzato di assistenza, cura e primo soccorso; case abitate da medici e non da burocrati in cui si viene accolti nella maniera più rapida ed efficiente possibile.


  7. Quali proposte concrete e di immediata fattibilità metterà in campo per concretizzare la mobilità dolce in tutta la regione?
    revisione del contratto di servizio ferroviario. Voglio esercitare il ruolo di coordinamento sul trasporto pubblico locale per incentivare i comuni che vogliono puntare sul TPL per lo sviluppo della loro mobilità. Progettare percorsi ciclabili turistici, per i pendolari che si recano al lavoro, per gli studenti, garantendo oltre al distanziamento sociale una riduzione delle emissioni di CO2. Spingere molto sulla intermodalita’ utilizzando gli spazi creati dal distanziamento sociale per il trasporto di biciclette, monopattini e altri strumenti innovativi di mobilità dolce sul trasporto pubblico locale. incentivi veri per l'acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita. Incentivi alle associazioni che si occupano di mobilità per la realizzazione di ciclofficine e di centri di recupero di biciclette e per la divulgazione della cultura di mobilità ciclistica.Tavolo regionale per la mobilità con associazioni e parti sociali

 

 

 

 

Ferruccio Sansa è candidato Presidente per la coalizione che riunisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Linea Condivisa, Europa Verde - Demos - Centro democratico e la Lista Civica Ferruccio Sansa Presidente